Curiosità

Il regista Giuseppe Tornatore nel giugno 2010 ha ricordato: “Quando il film uscì nel 1988, nelle sale italiane non andò a vederlo nessuno. Gli incassi furono disastrosi, tranne a Messina, dove il film andò benissimo e non capivamo il perché. Il gestore del cinema Aurora, Giovanni Parlagreco, si ostinò a tenerlo in cartellone, invitò la gente a entrare gratis Salvatore_Cascio.jpge se il film fosse piaciuto alla fine avrebbero pagato (nel frattempo il cinema Aurora ha seguito quasi profeticamente le sorti del cinema Paradiso, ha chiuso). Fu un trionfo che poi si espanse in tutta Italia. Già in precedenza a Messina aveva riscosso un successo inaspettato un film che era stato ignorato nel resto d’Italia, era successo nel 1981 con il film di Massimo Troisi, Ricomincio da tre. Fulvio Lucisano, produttore del film, nell’intervista per l’edizione in DVD di Ricomincio da tre, ricorda che portò il film in prima proiezione assoluta a Messina quando nessuno era interessato, da quell’entusiasmante debutto iniziò l’enorme successo del film.
Il personaggio di Alfredo è ispirato al fotografo e proiezionista bagherese Mimmo Pintacuda amico e maestro dello stesso Tornatore. Parlando di lui, il regista ha detto: “Della fotografia di Mimmo Pintacuda mi colpiva la capacità di essere un esercizio di osservazione della realtà estraneo alla manipolazione della realtà. Quello che le sue foto mostravano era tutto vero, ma quella realtà veniva mostrata attraverso una sensibilità visiva che sfuggiva all’occhio di chiunque andasse in giro per le vie di Bagheria. Questa fu per me una scuola importantissima che ha influenzato la mia capacità di vedere le cose da regista cinematografico.”
Il paesino della Sicilia Giancaldo, che appare nel film, non esiste realmente ma è il nome di una montagna che sovrasta Bagheria, città natale di Giuseppe Tornatore; anche il cartello della stazione ferroviaria e nell’autostrada sono stati piazzati dal regista per rendere meglio l’effetto scenico.
Nonostante alcuni anacronismi, si possono identificare gli anni in cui si svolgono i fatti dalle pellicole proiettate: La terra trema di Luchino Visconti del 1948 verso l’inizio della storia; I pompieri di Viggiù di Mario Mattoli del 1949 quando scoppia l’incendio che acceca Alfredo e distrugge il cinema; Anna di Alberto Lattuada del 1951 quando viene inaugurato il nuovo cinema Paradiso; Il grido di Michelangelo Antonioni del 1957 quando Totò parte per fare il militare (evento che gli impedirà di rivedere Elena).
Alcune scene del film sono state utilizzate per lo spot televisivo di lancio della nuova Fiat 500: Alfredo che accende il proiettore durante la prima proiezione privata per padre Adelfio, e Salvatore che ride assistendo ad una pellicola di Charlie Chaplin.
Il proiettore cinematografico della cabina di proiezione è un Prevost “Magnus” delle Officine Prevost Milano.
Nei titoli di coda appaiono alcune scene del film stesso, tra queste ce n’è una con Salvatore ed Elena da adulti. Appare anche nei titoli delle versione internazionale sebbene da tale versione sia stata tagliata.
Il gruppo progressive metal statunitense Dream Theater ha inserito la frase pronunciata da Alfredo dopo l’incendio (“Ora che ho perso la vista, ci vedo di più!”) nel brano Take the Time, presente nell’album Images and Words (1992).
Nell’episodio Rubare la prima base della 21ª stagione de I Simpson è presente una citazione della scena finale dei baci tagliati.
Il film viene citato nel videogioco MOTHER 3 con delle statue di un vecchio e un bambino (chiamato “Toto”) dietro una cinepresa
A Palazzo Adriano è stato istituito presso i locali del comune un museo intitolato: Galleria foto “Nuovo cinema Paradiso”, le scene e i retroscena del film raffigurati in oltre 100 fotografie originali.
In una scena è possibile vedere una piccola parte di puntata della trasmissione televisiva “Indietro Tutta” di Renzo Arbore, trasmessa nella TV in casa della madre anziana di Salvatore.

FONTE

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